Miss Brown by Ignuda


Ignuda (Naked) is the brand with which Mirko Leonardi and Carlo Nanni build special bikes in Rome. This is Miss Brown, their 2004 R1100 S.

Ignuda è il marchio con cui Mirko Leonardi e Carlo Nanni costruiscono special a Roma. Miss Brown è il nome di questa R1100S del 2004. 


First thing, that Mirko and Carlo felt mandatory, was to remove the fairing to design a compatible naked bike. Unlike other easily customizable BMW models, this bike uses massive electronics whose relocation creates several problems. The electrics, located Just under the gas tank, are almost impossible to hide using a small bodywork. Thus, the spaces were optimized using a smaller box in order to fit a vintage Honda Goldwing’s tank, certainly not small, but an ideal compromise of style and capacity. The subframe was cut to give the bike a more aggressive look, which in Ignuda’s view, had to recall the style of the MotoGP but with an eye to the mighty Japanese superbikes from the 80’s and 90’s. The new seat was handmade with two different types of upholstery to get a look different from the typical cafe racers transformations. The side panels were hand-made by an experienced coachbuilder. For maximum reliability, mechanics and exhausts remained the stock ones. However, the airbox was removed and new conical filetrs installed. At the end of the work the bike has lost weight by twenty kilograms at least. The target of maintaining the traditional reliability and the riding features of the bike, while getting a modern naked look was met. 

Prima cosa, che Mirko e Carlo hanno ritenuto obbligatoria, è stata rimuovere la carenatura per elaborare un progetto di moto nuda compatibile. A differenza di altri modelli facilmente trasformabili, questa moto ha un quantità industriale di elettronica la cui riorganizzazione crea non pochi problemi. Sotto il serbatoio sono posizionati relè, centraline, cavi e contatti che difficilmente si riescono a nascondere sotto una carrozzeria di piccole dimensioni. Così, gli spazi sono stati ottimizzati utilizzando un contenitore più piccolo in modo da poter utilizzare il serbatoio di una Honda Goldwing, certo non piccolissimo, ma un compromesso ideale di stile e capienza. Il telaio sotto sella è stato tagliato per dare una linea più aggressiva alla moto, che richiamasse lo stile delle MotoGP ma che strizzasse l’occhio alle poderose superbike giapponesi anni 80/90. La sella è stata realizzata a mano con due diversi tipi di materiale per ottenere un effetto diverso dalle classiche trasformazioni cafe racers. I fianchetti sono stati fatti a mano da un esperto carrozziere. Per la massima affidabilità non sono state apportate modifiche alla meccanica e le marmitte sono ancora quelle originali. L'airbox, comunque, è stato rimosso e installati nuovi filtri conici. Alla fine dell’opera la moto è dimagrita di almeno una ventina di chili. L’obiettivo di salvaguardare la ciclistica ottenendo linee filanti e una moto dalle prestazioni e l’abitabilità moderni è stato raggiunto. 




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