Readers' rides: Dave's Bulldog


Dave's 1982 XV1000 “Bulldog” from New York 

What else is there to say about a 1982 Yamaha Virago XV920. Yes, it’s been done, but the inspiration for David Bailey was to customize a bike that would not just turn heads, but can be ridden all day comfortably. This one man built started with a weathered, barely running bike. "Eliminating all the unnecessary weight was the first priority, so a 2001 Yamaha R1 front end modification quickly shaved about 40lbs and set me in the right direction. A fender less rear and spoke wheel modification with a beefy Kenda K673 rear tire balances the stance. A welded sub-frame and black Biltwell solo seat and Tarozzi rear sets scream: No passengers! After trying several different tanks, I ended up with an 83 XV750 modified gas tank and gravity feed petcocks. Fueling this beast was easier than expected, that is, when you eliminate the god-awful stock Hitachi carbs, the Mikuni VM34 carbs were the perfect choice for maximum power band. Once modifying the choke and adapting them to the OEM mounts, the jetting and adjusting was easy. Electrical proved to be the most challenging part of the build. Double headlights, ultra-bright marker lights, lithium battery, and digital dash, all warranted a home-made wire harness. After struggling with clunky mirrors, the cleanest option was installing a mini rear view camera - Oh yes! Ed - . Coupling the XV920 frame with an 85 XV1000 engine proved to be the horsepower kick I needed. This bike wants to live in 4th and 5th gear. I have not yet pushed it to the limit, but let’s just say doing the ton is a low hurdle. This build took about 1 year and it was in no wise simple, but the finished product is… well...I’ll let you decide. Build it, Ride it!"

Che altro c'è da dire su una Virago XV920 del 1982 che non sia stato già detto? L’obiettivo di David Bailey era realizzare una moto che non solo avrebbe dovuto attirare gli sguardi, ma poter essere guidata comodamente tutti i giorni. E' stata costruita in casa partendo da un vecchio rudere che a malapena si metteva in moto. "Eliminare tutto il peso inutile è stata la mia prima priorità. Per iniziare, ho installato un avantreno Yamaha R1 del 2001 risparmiando immediatamente una ventina di chili. La ruota posteriore a raggi (senza parafango) con un robusto pneumatico Kenda K673 ha riequilibrato l’assetto. Il nuovo telaietto posteriore saldato, la sella monoposto Biltwell e le pedane Tarozzi chiariscono: niente passeggero! Dopo aver provato diversi serbatoi, ho scelto quello di una XV750 del 1983 modificato con rubinetti a gravità. Alimentare la bestia è stato più facile del previsto: via i terribili carburatori Hitachi di serie, dentro nuovi Mikuni VM34: scelta perfetta per sfruttare la cavalleria. Una volta modificato lo starter adattati i supporti OEM, getti e carburazione sono stati facili. L’impianto elettrico invece è stato più impegnativo. Doppi fari, indicatori ultra-luminosi, batteria al litio, cruscotto digitale, tutto assicurato da cablaggi fatti in casa. Dopo aver litigato con vari tipi di specchiatti, l'opzione è stata quella di installare una mini telecamera posteriore - Grande! NdR – Accoppiare il telaio XV920 col bicilindrico 1000 di una XV del 1985 mi ha finalmente dato la potenza che cercavo. Questa moto vuole vivere in 4 ° e 5°. Non l’ho ancora spinta al limite, ma diciamo che ‘do the ton’ è un attimo (100 mph=160 km/h NdR). C’è voluto un anno di lavoro e non è stato per niente facile, ma il prodotto finito è ... beh ... vi lascio decidere. Bild it, ride it!"













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