The Epitome by Stefano Brisko


Epitome CB750: an unconventional ride or a lysergic nightmare?

"An epitome (/ᵻˈpɪtəmiː/; Greek: ἐπιτομή, from ἐπιτέμνειν epitemnein meaning "to cut short") is a summary or miniature form; an instance that represents a larger reality" (cit. Wikipedia). It is what remains of a larger work once eliminated parts considered, right or wrong, of minor importance. Hence, the name given by Stefano Brisko to this old 1983 Honda CB750 C, recovered incomplete and abandoned somewhere in a barn. A vaguely steam punk build, it would say. Or perhaps, more properly, a "plumber punk" work? Weird, really weird. Original? You can bet! Disconcerting for sure. 

L'epìtome (dal greco ἐπιτομή, composto dalla preposizione ἐπί epì, "sopra", e dal sostantivo τομή tomè, "taglio") è un compendio. È ciò che resta di un'opera estesa, una volta eliminate le parti ritenute, a torto o a ragione, di minore importanza” (cit. Wikipedia). Da qui, il nome dato da Stefano Brisko a un’anziana Honda CB750 C del 1983, recuperata incompleta e in stato di abbandono in qualche oscura cantina. Una elaborazione vagamente steam punk, mi verrebbe da dire. O forse, più propriamente, “plumber punk”? Strana, davvero strana. Originale? Potete scommetterci le vostre terga! Sconcertante di sicuro. 




Of course, the bike conditions required a rebuild from scratch. But the new style of this ride was not inspired by the mustachioed riders of the early twentieth century. The inspiration rather came from the resulting material from the processing of large telecom antennas, different section aluminum pipes, made available by Rinaldo Olivari of Olisald Melegnano. The bike frame was modified in several points and powder coated matte black. At the front end, the new inverted forks came from a Ducati Monster, while the rim remained stock. The front braking system came from a Honda Hornet adapted with custom brakets. The new radial brake and clutch master cylinders are by Brembo, implying the hydraulic clutch command conversion. The two oil tanks were housed inside special aluminum supports. The braided hoses were made specifically for this bike and deliberately mounted forehand the forks. At the rear end, the old shock absorbers were replaced with newer Gazi adjustable shocks. The powerful Brembo four-piston brake caliper is definitely oversized, as well as the massive supporting rod, aluminium made and punched. But the main feature of the bike is its monocoque body: handmade with recycled aluminum pipes. The fuel tank consists of three sections of jointed pipe with a fourth conduit which runs beneath the seat, reaching the tail which embeds the taillight and where the fuel cap is installed. The seat was made in two parts that allow you to see the monocoque below. The Carello front light used to be on 1960’s truck. The digital gauge is inserted into an aluminum section, jointed with the upper triple clamp. The custom mufflers are handmade with the same recycled pipes used for the bodywork. The footpegs, like many other aluminum details, were made expressly for this motorcycle, punched and adjustable. The tires, needless to say, are Firestone Deluxe Champion, just to experience the thrill of driving a definitely unconventional ride. 

Certo, lo stato della moto imponeva una ricostruzione da zero. Ma a determinarne lo stile non è stata l’ispirazione a baffuti rider della prima metà del novecento, quanto il materiale di risulta della lavorazione di antenne, tubi di alluminio di diversa sezione, messo a disposizione da Rinaldo Olivari della Olisald di Melegnano. Il telaio è stato modificato in diversi punti ed è stato verniciato a polvere nero opaco. All'avantreno è stata adattata la forcella a steli rovesciati di un Ducati Monster, mantenendo comunque il cerchio Honda di serie. Per l'impianto frenante sono state adattate le pinze freno di una Honda Hornet costruendo dei supporti artigianali. Le nuove pompe freno e frizione radiali sono Brembo con il comando frizione che è stato trasformato da meccanico a idraulico. I due serbatoi dell’olio sono stati alloggiati all’interno di appositi supporti in alluminio. I tubi in treccia dell'impianto frenante sono stati realizzati appositamente e deliberatamente montati davanti agli steli. Al retrotreno i vecchi ammortizzatori sono stati sostituiti con i più recenti Gazi a gas regolabili. La poderosa pinza freno Brembo a quattro pistoncini è sovradimensionata rispetto alle necessità, così come la massiccia asta di supporto in alluminio forata. Ma la peculiarità di questa moto è la carrozzeria monoscocca: realizzata a mano con tubi in alluminio di recupero. Il serbatoio è costituito da tre sezioni di tubo raccordate con un quarto condotto che corre sotto la sella, sino alla coda dove è stato installato il tappo carburante e incastonata la luce di posizione e stop. La sella è stata realizzata in due parti che permettono di vedere il monoscocca sottostante. Il faro anteriore "Carrello" era su un camion degli anni sessanta. La strumentazione digitale è inserita in una sezione di alluminio solidale con la piastra superiore della forcella. I terminali di scarico sono stati realizzati a mano con gli stessi tubi di recupero utilizzati per la carrozzeria. Le pedane, come molti altri dettagli in alluminio, sono state realizzate espressamente per questa moto. Riportano una serie di fori di alleggerimento e sono regolabili. Gli pneumatici, manco a dirlo, sono Firestone Champion Deluxe, tanto per provare il brivido della guida di un mezzo decisamente non convenzionale. 














Do I like it? I’m afraid not. I'm not yet ready for all of this. Especially for the hydrant-tap shaped tail, rather than for the industrial style fuel tank which reminds me a refinery in miniature. But, I am sure, someone – with or without beard and rolled up trousers – crazy enough to ride this bike to the bar will certainly agree with Stefano. The mainstream magazines? No, they are not that kind of guys... Such kind of strange bikes are usually published only upon payment by majors... 

Mi piace? Mi sa di no. Non sono pronto per tutto questo. Specie al codino a forma di ferrovalvola da idrante, più che al serbatoio che mi ricorda una raffineria in miniatura. Ma, ne sono certo, qualche pazzo con - o anche senza - risvoltino che la vorrebbe portare al bar sarà di sicuro d'accordo con Stefano. Le riviste mainstream? No, quelle no… Quelle i ferri strani li pubblicano solo dietro compenso di ditte affermate. 






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