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Iguazu - Colonia del Sacramento - Montevideo: 1,400 km

From Iguazu, in Argentina, it’s still a long way to go (about 1200 km) to reach the destination. I would like to visit Posadas, but the time is up and I choose to do as much km as possible to get to Colonia del Sacramento. Visited the waterfalls, I return to the hotel, leaving immediately after, around at 4 pm, with the aim of arriving near Posadas and taking the Rd. 105 southwards. 250 km made in the Argentine forests up to Garupa, where I get lost and I find myself in the middle of nowhere. By chance, I come across a rider that shows me the way to find a hotel. It is now 9 pm: tired and hungry I try to settle when... Two families from Salta, on holidays, invite me to eat the asado they are cooking. Magnificent. I take a few beers from the fridge and, magic! Supper’s ready. When you ride alone, strange, beautiful and rich things may happen. In the morning I leave full load to get to Colonia, I ride fast and straight like a madman but in the evening I have to stop 100 km from the goal. I have run out of strength. The day has been hard, very hard. I have been riding in the rain for 200 km in a row. 200 km of unstoppable rain: the universal flood. At some point it seemed to me to see the Noah's Ark on the road with me. Inevitably the water leaked and I got wet. As soon as I got out of the storm I changed my clothes right on the street. No problem: go ahead. I cross the border and get into Uruguay. At sunset, I arrive in Las Palmas: a small town where I find a little hotel with a restaurant. Perhaps I was seen as a son by the lady at the hotel, and I have been treated like a prince: top level dinner with a bottle of red wine just opened for me. I was the only customer. The atmosphere was wasted by a email from Montevideo: the shipping agent inexplicably gives me up. He says he cannot ship my bike for asserted regulatory reasons and therefore I have to find an alternative. I immediately start looking for a solution. The best option is offered by a friend of mine in Montevideo. I immediately send all the necessary documents and keep any other option open. Bastard shipping agent, I would almost go there and tell him in person what I think of him. In the morning, fresh and rested, after the 900 km of the day before, I head towards Colonia del Sacramento. A peaceful place, really beautiful. I go to the restaurant and, enjoying the Wi-Fi, I take the opportunity to communicate with the guys at the shipping company to prepare the relevant documents and explain my needs to them. I also need a crate for the motorcycle. There is no point to go straight to Montevideo, so I decide to stop in Colonia. Found a cheap hotel with the parking lot, I can rest a bit. I deserve it. The next day, I get to Montevideo in a flash and I go straight to the customs offices, near the airport. I have to hurry, my flight was moved to Saturday and it is already Wednesday. I sign some documents and go back to the hotel. I take the chance to visit the city. The next day, after tidying myself up in a barbershop blowing up reggaetton music, I head to the depot, where I leave my beloved bike. I empty the tank and isolate the battery. In the coming days they will pack the Siver Bullet and January 31 she should leave by sea. I hope everything will go smoothly. It must be a habit of the Southamerican shippers to let me down. A real joy. Now I’m having some relaxing time and tomorrow I’m going to visit Montevideo. The real happiness, however, was to reach the goal of raising 5,000 euros for the research against Ewing's sarcomas, I am proud of this, I really didn't think I could make that figure.


Da Iguazu, lato argentino, manca ancora parecchia strada circa 1200 km per arrivare alla meta. Ci sarebbe da visitare Posadas, ma il tempo non è molto e allora decido di fare più km possibile per arrivare a Colonia del Sacramento. Visitate le cascate, torno all’hotel e parto subito, verso le 16, con l’obiettivo di arrivare nei pressi di Posadas e immettermi sulla 105, verso sud. 250 km fatti nelle foreste argentine fino ad arrivare a Garupa, dove sbaglio strada e mi ritrovo nel nulla. Per caso incrocio una moto che mi indica la strada per trovare un hotel. Sono ormai le 21, stanco ed affamato trovo alloggio e taaac. Due famiglie di Salta, in vacanza, mi invitano a mangiare l'asado che stavano preparando. Magnifico. Prendo 4 birre dal frigo et voila’, la cena è servita. Quando giri in moto da solo, accadono sempre cose che non ti aspetti, belle e ricche. Al mattino parto carico per arrivare a Colonia, tiro dritto come un forsennato ma alla sera devo fermarmi a 100 km dalla meta. Ho esaurito le forze. La giornata è stata dura, molto dura. Ho preso la pioggia per 200 km di fila. 200 km in cui non ha mai smesso di piovere , un diluvio universale che a un certo punto mi è sembrato di superare pure l’Arca di Noé. Inevitabilmente l’acqua è entrata, e appena uscito dalla tempesta mi sono cambiato per strada. Nessun problema: via, ancora avanti. Passo il confine ed entro in Uruguay. Poco prima che faccia buio arrivo a Las Palmas, un piccolo centro abitato dove trovo un hotel con ristorante. Forse sono stato visto come un figlio dalla signora e ho ricevuto un trattamento fantastico: cena stellata con vino tinto aperto per l’occasione. Quella sera ero l’unico cliente. La serata è stata quasi guastata dalla email dello spedizioniere di Montevideo che inspiegabilmente mi molla: dice che non può eseguire la spedizione per motivi regolamentari pretestuosi e quindi devo trovare una alternativa. Mi metto immediatamente alla ricerca e l'opzione migliore è quella proposta da un amico di Montevideo. Invio subito tutti i documenti necessari e tengo aperte altre opzioni. Maricon di uno spedizioniere, andrei quasi a dirglielo di persona. La mattina, fresco e riposato, dopo i 900 km del giorno prima, mi dirigo verso Colonia del Sacramento. Un luogo dove regna la pace, bellissimo. Mi piazzo al ristorantino e, sfruttando la wi-fi, approfitto per comunicare coi ragazzi della Compagnia per approntare i documenti di spedizione è spiegare loro le mie necessità. Serve anche una cassa. Inutile tirar dritto fino a Montevideo, decido di fermarmi a Colonia. Trovato un hotel a buon prezzo e con il parcheggio mi rilasso un po’. Me lo merito. Il giorno successivo, in poco tempo, arrivo a Montevideo e vado dritto agli uffici, nei pressi dell’aeroporto, bisogna fare in fretta, il mio volo è stato spostato a sabato ed è già mercoledì. Firmo alcuni documenti e vado in hotel. Approfitto per vedere un po’ la città. Il giorno successivo, dopo essermi rassettato in una Barberia con musica reggaetton a palla, mi dirigo con la moto al deposito, dove la lascio. Svuoto il serbatoio (era in riserva da un bel pezzo) e isolo la batteria. Nei prossimi giorni provvederanno all’imballaggio ed il 31 gennaio dovrebbe partire via mare. Spero vada tutto liscio. L’abitudine degli spedizionieri di darmi buca s’è rinnovata anche questa volta. Una gioia. Ora mi godo un po’ di relax. Domani visiterò Montevideo. La vera gioia è stata però raggiungere l’obiettivo di raccogliere 5000 euro per la ricerca contro i sarcomi di Ewing, sono fiero di ciò, davvero non pensavo di farcela. 








Photos and story by Salvatore D'Emilio
English translation and photo post production by Luke Inazuma


Kanji

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